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Atteggiamento Act

Una meravigliosa definizione di accettazione

Una metafora per entrare nel mondo act

L'Acceptance and Commitment Theory, in italiano "Terapia dell'Accettazione e dell'impegno" è una terapia sviluppata da Steve Hayes alla fine degli anni '70 ed è basata sull'idea che la psicopatologia sia il prodotto di tentativi controproducenti di evitare o sopprimere stati interni (pensieri, emozioni ed sensazioni corporee). L'obiettivo quindi non è modificare i contenuti delle credenze ma imparare ad avere una relazione con esse più in linea con i propri valori.

Si ok, questa è una definizione ed altre verranno date ma per capire questo modello prima che dalla porta della teoria è necessario passare per quella esperenziale attraverso un esercizio perchè lì l'ACT agisce e lì possiamo comprenderlo meglio.

 

Prendi un libro ed immagina che esso rappresenti per te un pezzo doloroso, un pensiero o un'emozione contro cui stai lottando e contro cui forse hai lottato per anni. Ok ora ti invito ad avvicinarlo più possibile davanti agli occhi, quasi a toccare il naso: ti chiedo se in questa situazione tu riusciresti ad avere con me un colloquio magari leggendo l'espressioni del mio volto, se riusciresti a cullare un bambino o abbracciare la tua compagna..probabilmente no. Ora vorrei che tu provassi a tendere più possibile le braccia cercando di allontanare il libro fino quasi a sentire male dallo sforzo, che ti ricordo sta rappresentando quel pezzo per te doloroso, e anche qui ti chiedo se in questa posizione riusciresti a preparare una torta, guidare una macchina o scrivere qualcosa..forse la risposta è quella di prima..Ora ti chiedo un'ultima cosa, forse la più controintuitiva per te e per il tuo pezzetto doloroso..ti chiedo di appoggiare il libro sulle ginocchia, permettendogli semplicemente di stare lì..Se ti chiedessi ora di investire le tue energie per qualcosa per te importante, riusciresti a farlo? Ti chiedo di notare come, rispetto a prima, hai una chiara visione dell'ambiente, del mondo. L'esercizio è finito ma come ultima cosa ti chiedo di pensare a tutte quelle cose che hai fatto nella tua vita col solo scopo di liberarti di quel pezzo e di come quello sia sempre lì con te, ora davanti agli occhi ora magari allontanato più possibile dalle tue braccia..ma sempre lì..e ti chiedo soprattutto di quello che tu hai perso o non ti sei impegnato a fare perchè occupato nella lotta col tuo mostro!

Ecco, pensando a come potrei descrivere l'ACT questo penso sia l'esercizio che meglio fa capire cosa sia questo modello, quale sia la sua idea di sofferenza psicologia e quale il modo per poterla affrontare. Se provassimo a smontarlo pezzo per pezzo troveremmo infatti i processi chiave dell'ACT. Il libro davanti agli occhi rappresenta la fusione cognitiva con i nostri pensieri dolorosi, magari qualche giudizio su di noi negativo, e quindi la tendenza ad identificarsi con essi, i pensieri sono la realtà...nello sforzo di allontanare il libro noi siamo dentro quello che viene chiamato l'evitamento esperenziale ossia le strategie che mettiamo in atto per evitare di provare quelle nostre esperienze interne. Accettazione, aprirsi all'esperienza e lasciare che sia magari sulle ginocchia con noi, ci aiuta a fare qualcosa di nuovo rispetto a quei pezzetti dolorosi..a mollare la lotta con essi e di conseguenza aprirci al mondo, esplorarlo e impegnarci  a perseguire degli obiettivi per noi importanti, insieme a quelle di noi che non ci piacciano ma senza farci guidare da esse.

Partiamo da qui per entrare nel mondo ACT lo facciamo cioè dalla porta principale, quello delle metafore, per capirlo meglio..

Un paio di video per capire meglio

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Questi sono solo due video che cercano di spiegare, sempre attraverso l'uso delle metafore, il modello. Sono molto simili ma entrambi aiutano a capire meglio il concetto cardine della psicopatologia per l'ACT.

Il marinaio, così come nell'altro video il conducente di autobus, siamo noi che nella lotta contro quelli che sono i nostri pezzi dolorosi perde completamente di vista i suoi, le cose che messe in atto renderebbero la sua vita significativa. L'apparire di quei "mostri" ci porta ad abbandonare il comando della nostra vita e ad infilarci in una lotta con loro senza tregua.

Qual'è la cosa peggiore che potrebbero fare quei nostri pezzetti dolorosi? E' racchiusa nella frase "se non fai come ti ordianiamo noi , veniamo lì e ti costringiamo a guardarci". Per evitare questa minaccia cerchiamo di scacciarli via, di sopprimerli ma con quale risultato? Due soprattutto..che quei mostri, quei nostri pezzetti dolorosi, sono sempre lì e che perdiamo, nella lotta continua contro loro, totalmente di vista i nostri scopi nella vita..

Ad un certo punto però il marinaio, stanco per tutti quelli sforzi vani per allontanare quei mostri fa qualcosa di nuovo per gestirli, e qui si entra nella terapia ACT

molla la lotta..lascia che ci siano..e così facendo può impegnare le proprie forze per riprendere in mano il timone e indirizzarsi verso le proprie mete. Non evitando quei pezzetti dolorosi ma insieme ad essi, abbandonando la lotta.

ACT nello sport

Nello sport, come nella vita di tutti i giorni, sono tanti i momenti in cui ansia, tristezza, rabbia o altre emozioni che per alcuni di noi possono essere dolorose fanno capolino, spesso distraendoci dall’attività che stavamo svolgendo.

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