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LA TERAPIA COGNITIVO COMPORTAMENTALE (CBT)

"Gli uomini non sono agitati e turbati dalle cose, ma dalle opinioni che essi hanno delle cose." (Epitteto)

 

Ci possono essere molti modi per spiegare gli assunti fondamantali della Terapia Cognitivo Comportamentale (CBT, Cognitive Behavioral Therapy) che negli anni l'hanno portata ad essere un trattamento d'elezione per la grande maggioranza di disturbi emotivi. Potremmo spiegarne la sua storia ed i principali clinici che nel tempo l'hanno sviluppato magari sottolineando le sue principali tecniche. La sensazione però è che così facendo ripeteremmo un paio di frasi di qualche libro del settore tralasciando la propria interpretazione degli aspetti più importanti.

Ho quindi scelto questo aforisma di Epitteto per provare a descrivere come la CBT spiega il disagio emotivo. Le nostre emozioni sono regolate non dagli eventi ma da come li interpretiamo, gli diamo senso e significato. L'ansia, che possiamo provare per un esame, è la conseguenza di come la minaccia del suo eventuale fallimento andrebbe a condizionare in negativo aspetti della nostra vita per noi importarti. Terapeuta e paziente cercano quindi insieme di lavorare per esplorare il problema in termini di relazione tra pensieri, emozioni e comportamenti. Questa ricerca al lavoro cooperativo ma più in generale alla relazione è spesso uno degli obiettivi centrali di una terapia in cui proprio in quell'area si focalizzano i problemi del paziente. Se si volesse scegliere un’immagine per spiegare l’assunto fondamentale della CBT sicuramente sceglierei un paio di occhiali da vista. Con essi percepiamo gli altri ed il mondo, gli diamo un significato ed in base a questo ci orientiamo. L’unica cosa che non riusciamo a vedere sono gli occhiali stessi ed il nostro scopo, iniziale ed a volte centrale, è accompagnare il paziente nella sua esplorazione. Gli occhiali nella CBT sono gli schemi, ossia un tema centrale appreso durante l’infanzia riferito a noi stesso e alle nostre relazioni; il nostro comportamento si sviluppa come risposta allo schema (Young 1999). A volte però accade che queste lenti siano rigide, funzionali in un dato momento della propria vita ma non più ora, portando problemi sotto forma di disagi emotivi e di difficoltà a costruire relazioni sane.

Per esempio uno schema centrale potrebbe essere la non amabilità regolato da una strategia, funzionale a non cadere in quella dimensione così dolorosa: “devo sempre fare il meglio e riuscire in tutto quello che faccio per poter essere amato dagli altri” ; i problemi nascono dalla pervasività del tema, la sua estrema rigidità, e da quanto siano povere le strategie su cui possiamo contare, in questo caso ne abbiamo una sola: farcela e bene. Possiamo ipotizzare che proveremo ansia quando l'unica regola per non sentirmi rifiutato viene minacciata, penso al timore di fallire ad un esame importante.

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